Un natale all’insegna della crociera a vela 2010


Vista dalle finestre di casa, sullo sfondo il fiordo di Oslo

Un Natale norvegese, invece di scendere – come i Barbari 🙂 – in Italia a godere del bel clima e della famiglia italiana, che mi è mancata… La neve a Orio ci ha rovinato i piani. Altro che bel clima e bel paese!

Dopo due ore sull’aereo della Ryanair (povere hostess, non riuscivano nemmeno a parlare se non in inglese, nè avevano informazioni da darci riguardo alla situazione di Orio e nelle vie aeree europee) siamo ritornati su terra norvegese e abbiamo aspettato fino all’una di notte a Torp.
Dopo quasi 11 ore all’aeroporto, abbiamo deciso di rinunciare. Niente aerei per i giorni successivi, per lo meno che facessero al caso nostro.

Il Natale qui è stato decisamente all’insegna del freddo e dell’inverno. Neve, neve, neve e adesso gelo (oggi -25,5 gradi in centro a Heggedal alle 8 del mattino).
Il paesaggio è una meraviglia e contrasta in modo quasi grottesco con i nostri pensieri tropicali: le fantasie della crociera a vela del 2010-11.
Abbiamo spalato neve sia in giardino che alla barca. AVVENTURA va curata come una bella bambina, riscaldata, accarezzata… Voluta bene insomma. 🙂

Essendo il tour ormai alle porte, partiremo tra circa sei mesi, è naturale pensare all’attrezzatura che va montata sulla barca: pannello solare e generatore eolico prima di tutto.

Bengt ha iniziato a montare il panello solare sul palo in alluminio che lo sosterrà a poppa. Durante tutto il natale si sono avvertiti rumori di trapano venire dalla stanza dove abbiamo raccolto tutta l’attrezzatura che va montata sulla barca. Martin ha sacrificato la sua camera da letto e dorme in quella degli ospiti.

Lo watermaker è arrivato. Ringraziamo la SESPI e Gigi (mio fratello), che ce lo ha regalato, per il sostegno economico!
Ultimamente abbiamo anche comprato il tangone. Per chi non se ne intende: è il boma in alluminio che tiene lo spinnaker aperto, ma noi lo useremo per il genova o per il gennaker (uno spinnaker per turisti).
Abbiamo anche acquistato un boom brake della Walder, francese. Boom brake, tradotto letteralmente, vuol dire freno per il boma, ma viene anche chiamato preventer. È un’affare che consente di prevenire guai, insomma 🙂 In partica evita di fare jibb involontari, cioè puoi cambiare direzione col vento in poppa (jibb) senza che il boma della randa, la vela principale, cambi involontariamente posizione. Il che succede generalmente a velocità supersonica, rovinando il boma e mettendo a repentino l’albero, attrezzatura varia e le nostre vite.

Ormai manca da comprare/pagare la tenda blu che coprirà e proteggerà il pozzetto (il posto dove si guida la barca, dove c’è il timone), oltre all’attrezzatura di emergenza; quella vecchia va migliorata o sostituita con modelli adatti a regate oceaniche.

Inoltre io – questo è il mio compito principale come co-skipper e navigatore – dovrò concentrarmi su quali carte e libri/pilot guides ancora ci mancano.
Vorrei infatti avere un back-up di carte in versione stampata oltre alle carte elettroniche (anche di queste me ne mancano due). Questo è un lavoro che farò in questi giorni.
Non tutti i libri che ho prenotato su www.play.com sono arrivati. Quindi ora bisogna «tirare i remi in barca», per usare un’espressione adatta al contesto, hi hi 😀 , e comprare ciò che manca.

Un’altro mio compito importante è l’acquisto di un laptop con relative antenne WiFi, satellitare e GPS. Tutto ciò per poter navigare, scrivere articoli per la rivista e comunicare (mandare mail, SMS e aggiornare il blogg, tra l’altro) attraverso il telefono satellitare. Abbiamo due Macbook Pro a casa, ma i Mac causano problemi di connessione con varie periferiche per connettere antenne varie e telefono satellitare. Tutti le suddette attrezzature periferiche sono fatte per Windows. I Mac inoltre richiedono programmi diversi, che non abbiamo.

A gennaio dovremo rinnovare alcuni passaporti e fare domanda del visto x gli Usa, per poter accedere alle Isole Vergini Statunitensi (USVI). (Nell’animazione a sinistra foto mie fatte nel 2004 nelle Isole Vergini Britanniche e Statunitensi).

Ci stiamo orientando quindi verso un ASUS UL30 A, un 13,3 pollici con una batteria che dura ca. 11-12 ore e un processore decente (Core 2 Duo 1,3 GH), 4 Mb di RAM e 500 GB di harddisk.

Insomma: potrai capire che quando i pensieri sono dominati da piani cosí dettagliati per questo tour a vela, non è possibile evitare di pensare a dove saremo l’anno prossimo a quest’ora… Bequia? Mustique, Mayreau? Grenadines oppure Grenada? Quante aspettative… Ma per mia naturale scetticità preferisco non sognare troppo a lungo termine… Quante cose possono accadere e mandare tutto all’aria….

Perciò: Hold Your Horses, come si dice in buon italiano!!!! 😀 In bergamasco: sta queta! In effetti questo periodo di preparazione, che ci sta costando tanto sia in termini economici che di risorse umane e tempo, è molto eccitante e non va sottovalutato. È una parte del viaggio, a livello mentale. Per cui va goduto appieno. Quindi anche ora, come dopo la partenza, il motto «carpe diem» va applicato al cento per cento.

Per te che leggi questo blogg per la prima volta: vedi la nostra barca, AVVENTURA, qui.

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En kommentar om “Un natale all’insegna della crociera a vela 2010

  1. Ah, bel resoconto Steff! Molto lavoro, molto impegno (anche mentale, come anche tu noti), molti soldi… Ma per un grande obiettivo! Dunque, sta queta, sì, ma comunque daga de’et!

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