Kiel-Elba-Cuxhaven. Siamo nel Mare del Nord


Ville di mattoni rossi a Holtenau

Addio Scandinavia, come mi mancherai! Non c’è niente di più affascinante dei paesi del Nord Europa. Anche se la Germania era – quando ero giovane – uno dei miei stati preferiti (lo studio della lingua e letteratura tedesca me l’ha fatta apprezzare ancora di più), devo ammettere che il Centro Europa non si può confrontare con la bellezza aspra, genuina e cruda dello Skagerrak e Kattegat.

La cosa bella nell’arrivare a Kiel è stata la vista di alberi finalmente alti e pieni di foglie, non solo vegetazione bassa come avevamo esperito dalla nostra partenza da Asker. Il ostro viaggio si è infatti sviluppato tra isole battute dai venti e ora siamo passati ad una zona nella Germania del Nord che è più riparata dai venti forti delle perturbazioni. Lo stile architettonico di Holtenau, presso Kiel, ci ha affascinato. Le chiuse del canale che dal Mar Baltico ti porta al Mare del Nord, da Holtenau a Brunsbüttel, risalgono al 1897 e il faro di Holtenau + la casa del pilota sono della stessa epoca. Tutto è costruito in mattoni di argilla, anche le favolose ville appena vicino al porto. Un viale alberato che ripara dal sole cocente, sole e aria cristallina, caratteristiche imbarcazioni storiche al molo, un ristorante con una vista impressionante sulla baia di Kiel… Un ambiente diverso dal solito per noi… E poi ferie, relax, una weissbier al tramonto… Questa è vita! 😀

Il canale a Dückerswisch, dove abbiamo pernottato attraccati a pali.

Il canale, che in tedesco si chiama Nord-Ostsee Kanal, è lungo 100 chilometri e largo 100 metri (è stato ampliato nel 1914). Immagino quanto fosse importante per una Germania finalmente unita a inizio del secolo, riuscire finalmente a facilitare le comunicazioni tra i due mari. Le imbarcazioni che frequentano il canale sono grosse navi da carico europee, piene di container. E si incontrano molti yacht, naturalmente, poichè questa è la via più facile per passare dalla Scandinavia meridionale e paesi baltici all’Europa Occidentale che si affaccia sull’Atlantico.

Avventura sta bene. Cathrine ci delizia con le sue insalatine (cerchiamo di evitare pasta, riso e pane e mangiamo insalata tutto il giorno, anche a colazione!).

Martin è diventato un perfetto mozzo, ma l’altroieri sera anzichè scendere la scaletta che porta sotto coperta in modo normale, si è buttato a testa in giù ed è rotolato brutalmente sul pavimento vicino al tavolo di navigazione. Che spavento! Per fortuna non si è fatto male in modo eccessivo: una botta e una sbucciatura sul fianco destro. Ieri non l’abbiamo disturbato, è restato tutto il giorno a letto o sul divano, ma ieri pomeriggio è riuscito a uscire dalla barca due volte e a fare compere insieme a noi. Un’età in cui si è fatti di gomma… Pensa se fosse successo a me o a Bengt, che conseguenze!

Uscita sull'Elba dopo l'apertura delle chiuse a Brunsbüttel

All’uscita del canale, che si immette sulla foce dell’Elba al largo di Amburgo, siamo stati sorpresi da vento molto forte (massimo 32 nodi) che soffiava contro corrente. Nell’Elba la corrente del fiume arriva a 5 nodi, se poi aggiungi la marea arrivi a cifre astronomiche… Per fortuna avevo pianificato il tragitto rispetto all’andamento delle maree e la corrente ci era favorevole, ma con il vento contrario abbiamo fatto un pezzo dell’Elba di 24-26 chilometri come se fossimo sulle montagne russe. Acqua color caffelatte, onde frequenti e ripide da tirare cristoni, pioggia, sferzate in faccia. Povero Bengt, che è stato al timone per le due-tre ore di tragitto dal canale all’arrivo a Cuxhaven… Nel contempo gli davo informazioni su eventuali cambiamenti di rotta e sulle navi che ci passavano vicine (eventuale pericolo di collisione… Informazioni dall’AIS, uno strumento fantastico).

La marina dello Yacht Club Cuxhaven, dove siamo attraccati.

A Cuxhaven abbiamo attraversato il fiume e la zona dove le navi hanno la precedenza in mezzo all’area navigabile del fiume. Questo con la corrente di traverso. Il che vuol dire puntare con la prua in un posto e finire in un altro, poichè la corrente ti trascina via. Per fortuna abbiamo il GPS e si vede bene se la rotta é sbagliata. Nonostante ciò lo skipper è rimasto sorpreso e mi ha ringraziato per averlo corretto nel momento della traversata. Mentre lui guidava col plotter di fronte, io seguivo la rotta su iPhone, che ha il GPS. Si iPhone ho scaricato le carte nautiche della Navionics che coprono il tragitto di tutto il tour. Utilissimo! 😀

Qui a Cuxhaven la marea raggiunge un’altezza di 2,4 metri e il porto è costituito da pontoni galleggianti che si alzano e si abbassano con la marea. Sono collegati a terra tramite una lunga passerella e vengono tenuti al loro posto da grossi pali che spuntano dall’acqua e si ergono intorno alle barche. Sono alti quanto basta per non venrire coperti dall’alta marea.

Una via in centro a Cuxhaven.

Ieri sera un giro in città per fare compere (al Lidl!): la città è composta di molti edifici antichi e casine simpatiche, come la vecchia casa della giga (Das alte Deichhaus). Il centro ha uno stile architettonico tipico tedesco settentrionale, colorito e caratteristico. La gente è gentile e accomodante, tranne lo Hafenmeister, il guardiano del porto, che sembrava avesse ingoiato un limone… Gli abbiamo dovuto tirare le guance per farlo sorridere!

L’atmosfera in città è rilassata e tranquilla, l’area vicino al porto è molto ventosa.

Oggi, se il vento vuole, andiamo all’isoletta tedesca di Helgoland, per poi puntare su Norderney (isola tedesca frisone) e Delfzijl (Paesi Bassi), dove ci inoltreremo nell’entroterra a attraverseremo l’Olanda sui canali.

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Vedi la posizione di Cuxhaven su Google Maps qui: