La dolce vita a Dover


Siamo qui da due giorni, dopo una stupenda traversata dello stretto tra Dunkeque. Il porto di Dover impressiona. Enorme e ben organizzato, antico e un po’ malandato, ma che opera! Ci sono tre marine, due chiuse e un ponte da sollevare per entrare nei vari bacini.

Ieri abbiamo visitato il famoso castello di Dover, eretto da Enrico II nel 1198 e ampliato nei secoli a venire. Fantastico. Vi si trovano persino resti dell’epoca romana: un faro, ancora ben conservato.

Abbiamo fatto il giro dei tunnel che sono stati usati durante l’evacuazione di Dunkerque (Operation Dynamo) a fine maggio del 1940. 338 mila soldati alleati sono stati trasferiti a Dover sotto pressione delle truppe tedesche che avevano rotto la linea Maginot. Un’intera citta’ (scusate l’apostrofo, ma non trovo gli accenti su questa tastiera) li ha dovuti aiutare. I bambini son stati i primi a venir traslocati (in Galles!) e i tunnel, che sono costruiti nel calcare dei famosi «cliffs», sono stati usati per combattere la guerra: abbiamo visto un ospedale, una  sala operativa per i generali, un dormitorio, cucina e mensa, persino un gabinetto, l’unico locale con finestrella con vista sul porto. Tutti i soldati volevano andare in bagno per poter vedere la luce del sole e il mare!

Dopo il nostro tour storico ci siamo fatti fish & chips e un giretto al pub, The Eight Bells». E anche una passeggiata sul lungomare, che costeggia il porto. Probabilmente disegnato da un’abile architetto urbanista: si e’ ispirato alle rocce bianche che si vedono in lontananza. Molto originale.

Sole e caldo, andiamo in giro in maniche e pantaloni corti. Non male per un’estate inglese…

Le foto per ora mancano perch’e non abbiamo internet a bordo. Scrivo dalla capitaneria di porto su un computer con uno schermo dell’era caledonica e una tastiera con due dita di polvere, e naturalmente inglese! 🙂

Dover ci sta piacendo, forse restiamo qui anche oggi.

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